ALPINI PARACADUTISTI IN “MISSIONE” NATALIZIA IN UNGHERIA

di Filippo Marchini

Missione Natalizia in Ungheria per gli alpini paracadutisti.
L’Associazione Nazionale Alpini Paracadutisti, attraverso la sua delegazione locale ( Ungheria e Centro-Est Europa) ha portato anche quest’anno gli auguri ai bambini ungheresi. I doni di “Jezsùska”( in Ungheria i regali li manda Gesù Bambino) sono arrivati prima al reparto di Pediatria dell’Ospedale di Sopron, dove alcuni anni fa è partita l’iniziativa. Anche questo Natale l’infermiera Capo Ilona Gederits ha accolto la squadra paralpina, formata dagli alpini paracadutisti Dario Mosena e Filippo Marchini con le rispettive consorti ( ungheresi) e i figli del secondo in veste di aiutanti. Le signore si sono attivate per l’acquisto e la raccolta di giochi e per l’organizzazione della distribuzione. Gran parte dei giochi e dei regali sono stati affidati alla signora Ibolya dai bambini della USTN Triestina, settore tuffi, dove la stessa svolge l’attività di allenatrice. Ai piccoli dell’ospedale è stato consegnato anche un sacchetto “Mai Strac” di frutta fresca, in accordo con la direzione sanitaria visto che tra la festa di San Nicola del 7 Dicembre ed il Natale i bambini ricevono anche troppi dolci ed il consumo di zuccheri è al centro di una campagna di controllo da parte del ministero della sanità magiaro.
Dopo una breve visita a Sopron Ibolya e Dario sono rientrati a Budapest, dove li attendeva la figlia Noemi Batki, campionessa della nazionale italiana tuffi, effettiva del CSE e caporalmaggiore scelto degli alpini.
Qui, insieme all’atleta, hanno consegnato un altro carico di doni a Nagy Gábor, direttore della Karàcsony Sàndor Ròzsatéri Reformàtus Àltalànos Iskola ès Òvoda di Budapest , istituto comprensivo che accoglie bambini dalla scuola materna alle medie, di ispirazione protestante ( molto diffusi in Ungheria dove sono presenti anche molte scuole cattoliche).
Un sincero ringraziamento va al consiglio direttivo ANAP e al presidente Maurizio Venturin, al Gruppo Alpini “Quota zero” di Venezia, che ha inviato molto materiale ed al Comune di Hegykő per il supporto logistico.

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